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NATALE 2017

Ricevere prodotti eno-gastronomici a Natale è molto gratificante
perchè regala attimi di condivisione e di autentica bontà.

I prodotti Alle Cascine sono accuratamente selezionati
e solo il meglio, fra Salumi, Formaggi, Dolci e Panettoni
vengono inclusi nei nostri Cesti Natalizi.

E che dire del packaging che contiene e impreziosisce
le nostre confezioni regalo.
Anche qui un’attenta selezione,
una continua ricerca delle migliori idee regalo,
rendono i nostri Cesti natalizi dei regali
che i Vostri Clienti, Amici e Parenti apprezzereanno.

Il personale della Cooperativa Alle Cascine
è sempre a Vostra disposizione per consigliare e valutare con Voi
il miglior prodotto o la sua personalizzazione

Agroalimentare e Amazon, il successo corre sul web

AgroNotizie ha intervistato Marco Ferrara, city manager di Amazon Prime Now, che ha stilato un bilancio positivo per i primi mesi di vendite e rilancia: “Puntiamo ad accrescere l’offerta”

L’agroalimentare made in Italy è sempre più apprezzato anche sul web, tanto che l’e-commerce, anche in questo particolare segmento, ha potenzialità di crescita davvero importanti. Abbiamo parlato con Marco Ferrara, manager di Amazon, che ci ha spiegato l’andamento delle vendite e le prospettive per il futuro.

A otto mesi dal lancio dell’e-commerce agroalimentare su Amazon, siete soddisfatti dell’andamento di questo segmento di mercato?
Sì, siamo soddisfatti per questo avvio, che nello specifico riguarda, per il sito Amazon.it, solo prodotti a lunga conservazione. Diversa invece l’offerta diPrime Now per i client Prime che risiedono a Milano e Comuni limitrofi. Prime Now è partita a novembre con prodotti surgelati, freddi a cui, molto recentemente, è stata aggiunta una parte di fresco: frutta e verdura. I dati dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm Politecnico di Milano mostrano, infatti, un incremento del 20% del valore degli acquisti online di prodotti alimentari in Italia nell’ultimo anno, che si attesta a 393 milioni di euro. La penetrazione dell’e-commerce food&grocery nel totale retail del settore è ancora pari allo 0,25% e questo indica gli ampi margini di miglioramento che caratterizzano l’e-commerce in questo settore così importante per il made in Italy“.

Quali sono le tendenze più seguite e quali sono i prodotti più venduti?
Zucchero, biscotti e acqua sono stati i prodotti maggiormente acquistati su Amazon.it nello store Alimentari e cura della casa. In generale notiamo che i clienti acquistano in questo negozio i prodotti alimentari a lunga conservazione che rappresentano una componente costante della spesa settimanale: stiamo parlando dei classici prodotti di uso quotidiano di cui si crea una scorta in dispensa e che ci si appresta ad acquistare quando la scorta si sta esaurendo. Per quanto invece concerne l’acquisto di alimentari mediante Prime Now, in questi primi mesi di attività i milanesi hanno dimostrato di apprezzare in particolar modo l’acquisto di acqua: il servizio consegna al piano viene riconosciuto come un valore aggiunto dai nostri clienti perché consente di ricevere la spesa direttamente a casa senza dover faticare con pesanti borse della spesa. Nella Top 3 dei prodotti più acquistati via Amazon Prime Now figurano anche le buste di affettati e la birra”.

Quali sono le prospettive per il futuro? Prevedete un incremento sempre più importante delle vendite online di prodotti agroalimentari?
“Certo, stiamo aggiungendo costantemente nuovi brand e nuovi prodotti alla nostra selezione affinchè possa essere la più ampia e utile per i nostri clienti. Ad esempio, ai 20.000 prodotti già acquistabili con l’app Amazon Prime Now abbiamo aggiunto, a partire dallo scorso 15 febbraio, 30 tipologie di frutta e verdura: mele, mandarini, zucchine e melanzane e tanto altro. Inoltre, grazie alla partnership Cucchiaio D’Argento, abbiamo creato una sezione del negozio Alimentari e Cura della casa all’indirizzo amazon.it/cucchiaio in cui è possibile visualizzare alcune ricette e procedere all’acquisto degli alimenti necessari per realizzarle. E con Prime Now, è possibile passare dall’ordine degli ingredienti al piatto pronto in tavola nel giro di due ore”. 

Il lancio di Prime Now, al momento solo nell’area di Milano, può essere davvero un punto di inizio importante per l’e-commerce di prodotti freschi?
Amazon Prime Now è oggi disponibile a Milano e più di una trentina di Comuni dell’hinterland milanese, tra cui Cinisello Balsamo, Paderno Dugnano e Sesto San Giovanni; nel corso del 2016 prevediamo di estendere il servizio ad altre città italiane“.

 

Fonte: Agronotize

Spreco alimentare, legge al vaglio della Camera

E’ approdata oggi alla Camera la proposta di legge contro lo spreco alimentare, presentata dalla deputata Pd Maria Chiara Gadda. Il ddl gode del sostegno bipartisan, e il voto dovrebbe arrivare fra domani e mercoledì, poi il testo passerà all’aula di Palazzo Madama per l’approvazione definitiva.

La legge contro gli sprechi alimentari rappresenta una delle eredità dirette di Expo Milano 2015 – sottolinea il ministro Maurizio Martina – finalmente l’Italia si potrà dotare di una norma che rafforza il lavoro di contrasto a un fenomeno che solo da noi vale più di 12 miliardi di euro all’anno. Puntiamo a far crescere la consapevolezza nei consumatori rispetto alle abitudini alimentari, a semplificare le donazioni per le aziende e per la prima volta anche per l’agricoltura si disegna un ruolo da protagonista, grazie alle donazioni dirette agli indigenti”.

L’Italia rappresenta già una buona pratica a livello internazionale – ammette Martina – ogni anno recuperiamo 550mila tonnellate di eccedenzain tutta la filiera, ma nel 2016 vogliamo arrivare a 1 milione. Il nostro piano SprecoZero va avanti con le misure della nuova legge e con l’intervento già predisposto con la legge di stabilità, dove abbiamo reso per le imprese più conveniente donare che sprecare cibo”.

Nel mondo un terzo della produzione di cibo viene sprecata – conclude il ministro – si tratta di una delle piaghe più forti contro cui combattere per affermare davvero e concretamente il diritto al cibo come diritto universale, per contribuire a raggiungere l’obiettivo Famezero al 2030, sancito dallaCarta di Milano e dai nuovi obiettivi del millennio dell’Onu. L’Italia, anche con la nuova norma, è pronta a fare la sua parte”.

Il latte italiano è sotto assedio

Coldiretti protesta contro i prezzi bassi: da Lactalis ai supermercati. Moncalvo: 4.000 stalle hanno chiuso. Martina: 55 milioni dal Fondo latte

Leggi l’articolo originale Il latte italiano è sotto assedio su Terra e Vita.

Non basta la nebbia, che sale come il respiro della ‘Bassa’, a nascondere la preoccupazione, a tratti esasperata, dei produttori di latte di Coldiretti. Sono arrivati in centinaia a presidiare il centro di distribuzione della multinazionale francese Lactalis, oggi leader nel settore.

Coldiretti usa termini forti: “Guerra del latte”, “assedio” per il braccio di ferro nelle trattative tra produttori e industria. Gli occhi restano puntati sulle campagne di Ospedaletto Lodigiano, meno di un chilometro dall’uscita “Casalpusterlengo” dell’autostrada A1. La folta presenza degli allevatori sulle strade, con un centinaio di trattori ai margini rende difficile la circolazione davanti allo stabilimento dove sono ferme decine di camion.

Coldiretti spiega che “dall’acquisizione del gruppo Parmalat da parte della Lactalis nel 2011 in Italia hanno chiuso 4mila stalle italiane, oltre il 10% delle stalle presenti nel bel Paese. Anche in Italia – denuncia sempre la Coldiretti – occorre verificare l’esistenza di comportamenti scorretti nel pagamento del latte agli allevatori che hanno portato prima in Spagna e poi in Francia alla condanna delle principali industrie lattiero-casearie.

Gli allevatori chiedono un adeguamento dei compensi in esecuzione della legge 91 del luglio 2015, che impone che il prezzo del latte alla stalla riconosciuto agli allevatori debba commisurarsi ai costi medi di produzione che variano da 38 a 41 cent/litro”. Lo studio sui costi di produzione del latte bovino evidenzia che nel giugno 2015 in Lombardia i costi medi di produzione del latte oscillavano da un minimo di 38 cent/litro per aziende grandissime di oltre 200 capi di pianura (a prevalente manodopera salariata, con destinazione a formaggi Dop), fino ad un massimo di 60 cent/litro per aziende piccole di 20-50 capi di montagna/collina.

“Ci servono risultati concreti e in tempi brevi” sprona Moncalvo. Arriva il ministro Maurizio Martina che raccoglie e garantisce il sostegno del governo: e firma il ‘Decreto Fondo Latte’, che ha l’obiettivo di sostenere la liquidità, la ristrutturazione dei debiti e gli investimenti degli allevatori italiani attraverso un intervento da 55 milioni di euro che rientra nel Piano straordinario per il settore.

E la mobilitazione raggiunge anche i supermercati, dove Coldiretti ha presentato ai consumatori il dossier con le verità sul mercato del latte.

Fonte: Terra e Vita

L’angolo delle offerte

Per Tutto Il 2015

Venite  a Trovarci nei nostri Punti Vendita e nelle piazza dei Mercati Ambulanti troverete Qualita’, Risparmio e Genuinità che sono il nostro punto di forza tante offerte ti aspettano per deliziare i vostri palati…

Oltre ai formaggi troverete verdure proveniente dai nostri campi e carni e salumi dai nostri allevamenti.

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Ortofrutta. Più consumi!

Emozioni, digitale, campagne transnazionali. E maggiori risorse

A dispetto dell’aumento di sensibilità e consapevolezza nei confronti dell’alimentazione e del suo stretto legame con la salute, i consumi di frutta e verdura nei Paesi occidentali continuano a diminuire in maniera generalizzata. Secondo un recente studio Nomisma, dal 2000 a oggi gli italiani avrebbero rinunciato a mangiare quasi 1,7 milioni di t di ortofrutta (-18%), per un consumo pro-capite che nel 2014 si è attestato a 360 gr/giorno, sotto della “dose” consigliata dall’Oms. Una tendenza non certo determinata dalla crisi: si tratta di un fenomeno strutturale, legato ai nuovi ritmi e stili di vita della società, che rischia però di presentare nei prossimi anni un conto salato in termini di salute pubblica e sta mettendo in forte difficoltà uno dei comparti più importanti dell’agricoltura.

Cosa si può fare? Questo il cuore del “Workshop internazionale sulle campagne di comunicazione per promuovere il consumo di frutta e verdura”, promosso in Expo da Unaproa. Ai lavori hanno partecipato rappresentanti di Interfel (Francia), 5 Al Dia (Argentina), Hortyfruta (Spagna), Kups (Polonia), Kpl (Finlandia). In Finlandia e Spagna si punta sull’origine, in Francia sui bambini e le giovani famiglie, in Argentina sui momenti di festa, ma alcune linee sono condivise: spingere la comunicazione sugli aspetti emozionali, più che su quelli didattico-educativi; go to market, ossia portare il prodotto dove è il consumatore, spingendosi fuori dal consumo domestico e intessendo nuovi rapporti con la ristorazione e i bar; puntare sulla comunicazione digitale; creare un brand forte, riconoscibile e duraturo, che non si esaurisca con una campagna promozionale; unire le forze e promuovere campagne trans-nazionali. «Emergono due importanti indicazioni per il futuro: la prima è la possibilità di avviare una collaborazione tra tutti quei Paesi che hanno campagne simili; la seconda è la necessità di avviare un’azione di lobbying comune nella Ue per ottenere maggiori risorse finanziarie, senza le quali è impossibile realizzare grandi rivoluzioni» ha detto il presidente di Unaproa, Ambrogio De Ponti.

Fonte: Agricoltura24